10/02/06, 09:08
Riceviamo e pubblichiamo
Dopo 20 anni di presenza nell'etere bresciano sui 106,5, radio onda d'urto cambia frequenza.
Lunedì 2 ottobre infatti, l'emittente antagonista abbandonerà la storica frequenza, ormai scolpita nel cuore e nella mente di tanti bresciani, nativi e migranti, per iniziare a modulare sui 99,6 Megahertz..
E' un altro importante traguardo che viene tagliato, frutto di una lunga trattativa con alcuni network, condotta caparbiamente per risolvere disturbi ed interferenze che si verificavano in alcune zone della provincia: sui 99,6 Radio onda d'urto potrà essere ascoltata nitidamente a Brescia, in tutta la bassa e nella Franciacorta. Allo stesso tempo, nella zona del Lago di Garda sarà accesa una nuova frequenza, 99,7 FM, che farà arrivare il segnale della radio fino a Mantova ed alle porte di Verona. Questa è la novità più rilevante, perché amplia notevolmente il bacino di utenza; l'accordo strappato ai network ci ha infatti permesso di acquisire, senza costi, una frequenza in una zona dove anche le porzioni di etere hanno un valore commerciale che ne avrebbe reso impossibile l'acquisto da parte di una emittente comunitaria, che si autofinanzia solo con la festa estiva e con il sostegno dei propri abbonati-e. In questo modo, con le frequenze già attive nelle valli, viene coperta l'intera provincia bresciana: la più grande per superficie in Lombardia e la nona in Italia per dimensione demografica con i suoi 1.170.000 residenti, dei quali oltre 130mila immigrati (la più alta percentuale in Italia); una realtà dove la radio ha attivato 5 redazioni locali (Bassa, Valtrompia, Valcamonica, Garda-val Sabbia, Franciacorta) proprio per riuscire ad avere sensori capaci di leggere criticamente le trasformazioni di questi complessi territori, attraversati da contraddizioni e conflitti sociali, da dinamiche xenofobe ma anche ricchi di una presenza pluriculturale, laboratori di un possibile e diverso modello di convivenza.
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09/10/06, 21:05 - Politica&Conflitti
I tragici fatti di agosto, al di là della loro gravità, stanno diventando il pretesto per una serie di forze politiche per scatenare un'ondata razzista e xenofoba in città e provincia.
Per alimentare questa campagna viene addirittura fatto un uso falso delle istanze di autodeterminazione affermate e difese dalle donne contro violenze e prevaricazioni che in realtà sono compiute con frequenza impressionante da uomini di ogni provenienza sociale e geografica, compresa quella italiana.
Le soluzioni che vengono agitate per risolvere il cosiddetto caso Brescia risentono ancora una volta di un'impronta securitaria preoccupante.
Controllo del territorio, incremento della presenza delle forze dell'ordine, apertura di un Cpt - ovvero di un centro di detenzione –forme di integrazione subordinata degli uomini e delle donne migranti. Tutto ciò in un paese, l'Italia, che ha forti responsabilità nelle guerre in corso e nella mancanza di aiuti alla cooperazione solidale verso i popoli che sono colpiti da guerre, miseria e calamità naturali.
E' di questo clima che i neonazisti di Forza Nuova vogliono approfittare nell'ennesimo tentativo di radicarsi a Brescia con una manifestazione nazionale il prossimo 16 settembre. Per portare e alimentare odio contro i migranti, contro gli antifascisti, contro l'espressione di qualsiasi differenza, contro la libertà delle donne.
Facciamo appello a tutte le forze politiche e associative, i nativi e i migranti, tutti gli uomini e le donne che vogliono autodeterminare le proprie scelte ed essere liberi da ogni prevaricazione sociale,razziale,di genere e di orientamento sessuale alla più ampia e determinata mobilitazione antifascista, antisessista ed antirazzista. Per riconquistare per tutti i diritti sociali, civili e politici di cittadinanza. Per la libera circolazione e il libero soggiorno delle persone.
Invitiamo tutti e tutte a partecipare ad una grande manifestazione antirazzista, antifascista, antisessista sabato 16 settembre ore 15.00 in Piazza della Loggia
prime adesioni
Centro Sociale Magazzino 47
Radio Onda d'Urto
Centro Sociale 28 maggio
Coordinamento circoli Rifondazione Comunista Franciacorta
Collettivo Radio Silvanetti
Circolo PRC Berlinguer-Zapata
Associazione Solidarietà Sri Lanka - Italia
Sinistra Critica Prc
Immigrati in lotta
Sincobas
Gruppo Pace del Brescia Social Forum
Associazione lavoratori Senegalesi di Brescia
Confederazione Cobas
Collettivo 40tette
Giovani comunist*
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07/27/06, 10:35 - NoWar
In occasione di una manifestazione di protesta per la visita del Segretario di Stato Condoleeza Rice in Israele, la polizia israeliana ha arrestato il compagno Sergio Yahni, uno degli animatori dell'Alternative Information Center, semplicemente per aver esercitato il diritto alla libera manifestazione del proprio pensiero. A quanto risulta, Sergio è ancora trattenuto nelle carceri israeliane, e non si sa altro.
L’Alternative Information Center è un'agenzia informativa alternativa a direzione bietnica israelopalestinese.
Il compagno Sergio Yahni ha fatto in Italia varie presentazioni cittadine dell'A.I.C. e della sua lotta bietnica contro il muro della vergogna e per i diritti del popolo palestinese.
E' importante diffondere questa notizia e dare sostegno a quanti e quante in Israele lottano contro la guerra, l'occupazione e la natura coloniale dello Stato di Israele.
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07/15/06, 10:35 - NoWar
CONTRO LA GUERRA SENZA SE E SENZA MA
BASTA CON LE MISSIONI MILITARI
RITIRARE SUBITO LE TRUPPE DALL’IRAQ
E DALL’AFGHANISTAN
17 LUGLIO ore 18.00
PRESIDIO IN PIAZZA DELLA LOGGIA
Le guerre e le occupazioni militari provocano sempre più vittime civili, distruzione di città e territori, profughi. Enormi risorse sono sperperate in armamenti, in “nuovi modelli di difesa”, in alleanze militari che hanno come scopo il controllo di risorse naturali strategiche e la sottomissione di popoli. L’opposizione alla guerra comunque definita – umanitaria, permanente, portatrice di “libertà”, operazione di polizia internazionale, preventiva – costituisce un elemento non negoziabile per la diffusione di una cultura di pace, di giustizia, di convivenza tra le persone e i popoli e per contrastare legislazioni antidemocratiche e razziste.
Il nuovo Governo e il nuovo Parlamento devono dare un segnale forte di inversione politica rispetto all’accettazione della militarizzazione delle società e all’aumento delle spese militari a scapito di servizi sociali fondamentali. Si smetta di coprire il ruolo delle forze armate impegnate in operazioni di guerra e in occupazioni mascherate da interventi “umanitari” e di peace-keeping. E’ urgente che l’Italia separi le proprie responsabilità dall’occupazione dell’Iraq, dell’Afghanistan, dalla logiche di guerra permanente e di “scontro di civiltà”, anche per la fine dell’occupazione in Palestina e una pace giusta in Medio Oriente.
Chiediamo che non sia rifinanziata la missione militare in Afghanistan e che si ritirino immediatamente le truppe italiane da tutti i teatri di guerra. In tal senso chiediamo un impegno preciso a tutti i parlamentari che negli scorsi anni si sono espressi contro la guerra.
Per questo saremo in piazza lunedì 17 luglio, giorno in cui inizia la discussione in Parlamento sul rifinanziamento delle missioni di guerra
Brescia Social Forum
Giovani Comuniste/i di Brescia
Centro Sociale Magazzino 47
Social Forum della Franciacorta,
Centro Sociale 28 Maggio
Sincobas
Emergency Brescia
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07/03/06, 10:53 - NoWar
Appello a sostegno di deputati e senatori che hanno annunciato il voto contrario al rifinanziamento della missione in Afghanistan
In Afghanistan c'è una guerra a cui l'Italia partecipa pienamente tramite la missione a guida Nato.
Il governo Prodi, in continuità con quello precedente, ha deciso di mantenere le truppe italiane in Afghanistan senza modificare in alcun modo la sua presenza militare.
In questi anni abbiamo manifestato "senza se e senza ma" contro tutte le guerre, anche quella in Afghanistan.
Per queste ragioni l'Italia non può e non deve partecipare a quella missione e le forze della sinistra pacifista, a cominciare dal Prc, non devono approvarla.
Facciamo appello ai parlamentari affinché votino in coerenza con le proprie convinzioni e all'Unione perché prenda atto di questa posizione limpida operando un'inversione di rotta in direzione di una "exit strategy" dall'Afghanistan nel rispetto di quell'articolo 11 della Costituzione inscritto nel programma di governo.
per adesioni: noafghanistan@libero.it
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